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Visualizzazione dei post da Agosto, 2011

CONFINI 09: da Torino a Trieste!

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© opera fotografica: Franco Borrelli, dalla serie From Inside.

La rassegna fotografica italiana che ha per filo conduttore la fotografia al confine in termini di linguaggio o di tecnica importati da altri media, inizia quest’anno a Torino il proprio ciclo espositivo, per concludersi, dopo 8 mesi, a Trieste. Un viaggio che, passando per Firenze, Roma, Milano e Genova, inizia e finisce in città quanto mai simboliche dell'Unità nazionale, in questo anno di celebrazioni del Centocinquantenario.

La nona edizione di questa rassegna annuale, ideata e organizzata da PhotoGallery di Firenze e MassenzioArte di Roma, presenta cinque autori che intervengono sul supporto fotografico con interessanti tecniche personali.

Anna Fabroni, Spessori Silenziosi.

Bruno Taddei, Graffi dell'anima.

Franco Borrelli, From Inside.

Alessandro Pagni, Sussidiario Egoista.

Sandro Rafanelli, Phantasmagoria.

Confini è ormai il principale appuntamento annuale in Italia per presentare chi propone un modo alternativo d…

Parla a chi lo guarda

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Credo che per interesse personale si guardi a noi stessi e a quello che abbiamo intorno. Questa è anche la ragione che mi spinge a fare fotografie. La macchina non è una mera superficie riflettente e la fotografia non è esattamente uno specchio appeso al muro che parla con una lingua confusa. Ci sono le prove, e le perplessità si risolvono nel momento fotografico più semplice e completo. Il dito della mente preme il pulsante sulla macchina incosciente e ferma il tempo trattenendo ciò che il suo diaframma riesce a circoscrivere e la luce ad annerire. In quel momento il paesaggio parla a chi lo guarda.


Lee Friedlander, Self Portrait, 1998.
(trad. di Pier Francesco Frillici, in "Sulle strade del reportage", Ed. Quinlan)

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Le domande di Steve

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Ripubblico oggi qui in italiano l'intervista concessa a Steve Bisson e apparsa in inglese sul suo eccellente blog URBANAUTICA il 20 aprile 2011.

PHOTOTALKS: "FULVIO BORTOLOZZO" 1) In Passi carrai lo sguardo cade su territori simbolicamente precisi, interstizi e ritagli di spazi urbani che nel tuo obiettivo acquisiscono una poetica ben definita. è come ritrovarsi in un luogo di tutti e di nessuno insieme... Sì, l'idea di Passi carrai mi si affacciò come possibile serie pensando alle inquadrature naturali di Luigi Ghirri. Sono difatti strutture urbane che creano vere e proprie scene in prospettiva centrale il più del tempo vuote, tranne che per i brevi passaggi delle automobili, e dei loro guidatori prima e dopo averle parcheggiate. In questo senso sono anche simboliche di una condizione contemporanea universale: spazi dedicati sempre più a funzioni specifiche, ma proprio per questo sempre più "inab…

11.07.09

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11.07.03

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11.08.05

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