La Repubblica dei ladri?


"la repubblica" su Google Immagini, ore 15:09 del 22 dicembre 2010.

Il giornalista de La Repubblica Michele Smargiassi ha postato ieri sul blog che cura all'interno del sito repubblica.it, chiamato Fotocrazia, un articolo intitolato L'insostenibile leggerezza dei pixel. Ebbene, questo articolo ha contato fino ad ora (ore 15:16 del 22 dicembre 2010) la incredibile cifra di 377 commenti!

Chiaramente, l'invito a tutti è di leggere con attenzione quell'articolo, anche per tentare di comprendere la vivacità delle reazioni che ha suscitato. Personalmente, oltre all'articolo, mi son preso la briga di leggere anche tutti i commenti (almeno quelli pubblicati fino a poco fa, perché continuano ad aumentare).

In sintesi, l'opinione che mi sono formato è quella di una montante intolleranza per gli atti che provengono da soggetti e luoghi dai quali si attendono comportamenti eticamente esemplari. Un po' com'era già capitato nella questione "Benedusi/Colombari", nella quale si era imputato a Denis Curti di aver gestito la cosa come se FORMA fosse una semplice impresa privata, mentre a tutti gli effetti giuridici è una Fondazione, e quindi: un ente senza finalità di lucro costituito da un patrimonio preordinato al perseguimento di un determinato scopo. Quindi con delle responsabilità culturali superiori e ben evidenti nei confronti della cittadinanza.

Anche in questo caso, parrebbe che i lettori di La Repubblica si attendano dalla loro testata non solo che fornisca informazioni giornalistiche di qualità (quindi approfondite e verificate), ma anche che lo faccia attraverso un comportamento che la differenzi moralmente dalla concorrenza. Qualcosa di simile a quella questione morale che tanto appassionava gli elettori del PC di Enrico Berlinguer.

Ma qual è l'oggetto del contendere? Bene, i redattori di repubblica.it non hanno trovato di meglio da fare che andare a spulciare su Flickr a caccia di fotografie sulla manifestazione di Roma del 14 dicembre scorso per costituire la loro solita galleria web. Trovate quelle di loro interesse, le hanno scaricate in barba agli avvisi di Copyright riservato (chiunque conosca Flickr, sa che vengono riportati con immediata evidenza se si prova a fare il solito copia/incolla) e non contenti di questo ne hanno modificate alcune, tagliando via dalle immagini i simboli © , i nomi dei fotografi e desaturando i colori. Di fronte alle rimostranze di quegli autori che si erano accorti dell'impresa a cose fatte, hanno poi pubblicato i nomi, tolto quelle per cui era stato chiesto di farlo, ma pare che non abbiano offerto pagamenti, e men che meno risarcimenti, a nessuno.

A fronte di questa bella impresa editoriale, alcuni dei fotografi che hanno avuto l'onore della non richiesta "pubblicazione", scrivono una lettera a Michele Smargiassi per esporre le loro ragioni a un giornalista de La Repubblica che reputano attento alle questioni fotografiche. Per tutta risposta Michele pubblica un lungo articolo sul blog nel quale tenta di non sindacare sul particolare, pur non approvando apertamente l'operato del suo giornale, ma di spostare il discorso su un'analisi più generale di come cambia il diritto di proprietà intellettuale nel tempo di Internet e... apriti cielo! Uno Tsunami di commenti spesso molto aggressivi lo sommerge. A questo evento poco pre-natalizio, devo dire che il Fotocrate oppone una sponda puntuale e ammirevole nella sua volontà di non sfuggire alla dialettica. Peccato però che lo faccia dal suo posto di lavoro, su un blog che viene pubblicato su repubblica.it. Difatti molti commentatori non scindono la persona Smargiassi dalla testata La Repubblica e così lui si ritrova a fare la fine dell'addetto dell'Ufficio Reclami: non ha colpa di nulla, ma porta quella di tutti.

Al di là del merito, che mi vede apertamente solidale con i fotografi "pubblicati" e di condanna totale del vero e proprio ladrocinio operato dal personale incaricato di "trovare foto sulla rete" (resterebbe poi da stabilire se la responsabilità sia occasionale e individuale di un qualche avventizio troppo "disinvolto" o sia un vero e proprio "ordine di scuderia", anche se propendo per quest'ultima ipotesi) , rilevo che oggi i discorsi non bastano più. Bisogna anche farli dai posti giusti e accompagnarli con comportamenti che appaiano coerenti.

Per questo motivo, nel mio piccolo formicaio, non accetto di fare pubblicità virale, nemmeno dichiarata, e rinuncio a qualsiasi banner pubblicitario sul mio blog e sui miei siti. Le mie parole avrebbero inevitabilmente un "sapore" diverso e meno indipendente. La favoletta dell'intellettuale libero da condizionamenti commerciali, e da interessi privati, non regge più. Troppi scandali, di ogni parte politica, hanno distrutto nell'opinione pubblica ogni fiducia in tal senso. Penso che oggi oltre a cosa si dice, sia importante quindi anche costruire il contesto per dirlo. Un contesto chiaro e diretto, senza ombre reali o presumibili.

Che la festa cominci



... con l'augurio che il Natale del 2010 sia l'ultimo del declino morale e materiale del Paese.

A ormai quasi 150 anni dalla sua nascita come Stato, l'Italia ha bisogno di nuove forze e nuove speranze. Spero che chi oggi ha vent'anni sappia prendere in mano la sua vita e dare inizio a quel riscatto che una parte della mia generazione ha molto desiderato, ma non è riuscita a realizzare.


"Non è la libertà che manca. Mancano gli uomini liberi."
Leo Longanesi

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La Forma di Martina, secondo Benedusi


"Selfportrait In A Public Toilet" dalla serie Appunti per gli occhi.

Da qualche giorno si discute nella rete sull'esposizione alla Fondazione FORMA di Milano di alcuni autoritratti fotografici realizzati da Martina Colombari.

Devo dire che la mia opinione in merito si è andata formando, e modificando, nel corso del tempo. La prima notizia l'ebbi per passaparola, fugace e imprecisissima diversi giorni fa, ma ero troppo impegnato nel Lens Based Art Show per andare oltre un intimo disappunto. Poi un post rilanciato su Facebook il 24 novembre scorso dal blog di Marco Crupi mi diede le prime informazioni un po' più precise. Condividendole a mia volta, commentai d'istinto così:
Ennesima dimostrazione di come chi dirige FORMA pensa solo al denaro e alla visibilità, non importa se ottenuta con Henri Cartier-Bresson o Martina Colombari. Proprio un bell'esempio di responsabilità culturale...
La mia prima posizione fu quindi molto chiara. Attribuivo alla Fondazione FORMA per la Fotografia la diretta e colpevole responsabilità di aver "messo al muro" le fotografie di Martina Colombari in quello che nelle menti di molti appassionati, professionisti ed esperti del settore si era venuto a configurare negli anni come un vero e proprio "tempio laico" consacrato alla Fotografia con la "F" maiuscola, sia storica sia contemporanea.
Si trattava quindi ai miei occhi di "cacciare i mercanti dal tempio", per usare una metafora evangelica. La presenza "impura" della Colombari a FORMA, famosa non certo per le sue fotografie, ma per la sua avvenenza messa al servizio dei media, mi appariva intollerabile e persino offensiva. Un vero e proprio schiaffo morale non solo ai tantissimi ben più meritevoli di lei di esporre in quel luogo, ma anche alla stessa mission culturale di FORMA, o almeno a quella che m'immaginavo dovesse essere.

La sintesi di questa posizione la espressi il 25 novembre sul mio status di Facebook:
Fulvio Bortolozzo pensa che Martina Colombari sia un riflesso condizionato in uno specchio deformato: quello specchio si chiama FORMA.
"Selfportrait With Man"
dalla serie Appunti per gli occhi.

A sostegno del mio pensiero trovai molti altri contributi, tra i quali spiccava quello decisamente radicale di Cristina Nuñez, pubblicato on line addirittura in forma di petizione.

In seguito però potei vedere il video di un'intervista a Denis Curti e un video di una "esperienza" di Martina Colombari, sempre a FORMA, sempre all'interno della manifestazione Fotografica della Canon Italia, ma di un anno prima e diretta da un personaggio della vicenda che non avevo ancora messo a fuoco: Settimio Benedusi.

Il tentativo di Curti nell'intervista mi appare quello di limitare i "danni collaterali" della levata di scudi su "Martina fotografa". Precisa difatti che la manifestazione Fotografica non c'entra niente con la normale programmazione culturale di FORMA, anche se avvengono negli stessi locali. Finendo però per dire in sostanza che si tratta di una pura e semplice transazione commerciale nella quale Canon Italia paga FORMA per godere del suo prestigio culturale e FORMA prende i soldi da Canon Italia per foraggiare la programmazione da cui deriva il prestigio che poi "rivende" a chi sia interessato a sfruttarlo. Davvero edificante... A mio parere, la managerialità del ragionamento salva, forse, la borsa, ma perde per strada il motivo ultimo del "prestigio" così accuratamente costruito a tavolino: il progetto culturale.

Fin qui le responsabilità di FORMA. Ma più interessante, e decisivo per la mia attuale opinione, è il contributo di Benedusi. Il fotografo esposto sui muri di FORMA è difatti lui e non la Colombari.

Benedusi dichiara ripetutamente che, a fronte della semplicità di ottenere fotografie corrette e persino occasionalmente "belle" con le fotocamere attuali da parte di chiunque per quanto inesperto egli sia, il senso di un'operazione sta ormai solo in quello che lui definisce "il racconto", mentre più direttamente andrebbe chiamato "il progetto".

Ora, chi controlla il progetto nel caso specifico? La Colombari? No, niente affatto: lo controlla Benedusi. È lui ad istruire Martina, lui a selezionare cosa mostrare e cosa no, lui a firmarsi addirittura come curatore della mostra. Quindi Martina, pur autoritraendosi, affoga nelle migliaia di scatti le mille Martine possibili e Benedusi estrae e decide quali devono essere quelle mostrate, quelle omogenee al suo pensiero su Martina.
La posizione autoriale di Benedusi non è affatto una novità. Da Marcel Duchamp in avanti l'autore di un'opera non è chi la esegue, ma chi ne ha l'idea e il controllo concettuale. Mutatis mutandis, e fatte le debite diminuzioni di scala culturale e artistica, si tratta quindi di un'operazione davvero molto più gravida di conseguenze di quanto pensassi all'inizio.

Benedusi difatti non è solo il vero e unico autore del progetto, mentre la Colombari non ne è che l'estensione puramente operativa, ma la cosa ancora più importante è che dimostra come sia possibile partire da una qualsiasi selezione di scatti, tra le migliaia fatti eseguire da un operatore, (Colombari o chiunque altro/a: compresi bambini in tenerissima età, persone incapaci di intendere e volere, animali in grado di azionare una fotocamera) per ottenere un proprio progetto fotografico di un qualche senso compiuto. Ovviamente,
ça va sans dire, il progetto rimane comunque sempre proporzionato al talento e al livello culturale del suo autore.

Siamo però davvero ben oltre la semplice trovatina commerciale per raccogliere i quattrini dello sponsor giocandosi la carta (gratuita pare...) della bellona di turno. Siamo ad un nodo importante per capire che la fotografia, in sè, non è nulla: solo un'immagine ottica, per di più muta e mutevole. Il senso è nel progetto (il racconto...). Chi detiene il progetto realizza l'opera, chi invece si limita a fotografare senza progetto, sta solo portando a spasso un aggeggio fototecnico con cui può, al limite, baloccarsi con le belle forme che se ne possono ricavare con sempre minor sforzo fisico e, soprattutto, mentale.


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I premi del Lens Based Art Show




FRANCESCA TILIO / ME²
PREMIO CAMERA D'ORO

Motivazione
La messa in scena di un autoritratto fotografico esteso all’interpretazione di altre donne coinvolte nel suo atto performativo apre perturbanti porte emotive sugli aspetti più profondi e reconditi della personalità umana.



ALESSANDRA PEDONESI / OPEN WALLS SCENES
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Motivazione
La costruzione di una serialità basata su dinamismi apparentemente inessenziali conduce l’osservatore ad uno slittamento percettivo dal piano profilmico a quello squisitamente associativo ed onirico.

GABRIELE TOZZI / REASONS IN SILENCE - DECAY IN ITALY

PREMIO OPERA PRIMA

Motivazione
Partendo dall’osservazione dell’abbandono degradante in cui versano luoghi del patrimonio storico-industriale italiano costruisce un teatro visivo interiore dotato di una sua metaforica ed inquietante fascinazione.

ANNAMARIA BELLONI / IL GENE ROSSO (MC R1)

MENZIONE ONOREVOLE

Motivazione
Prendendo spunto da una previsione scientifica, mette mano alla realizzazione di una collezione virtualmente inesauribile di ritratti, costruendo così nell’osservatore una relazione concettuale nuova tra la traccia fotografica e il soggetto in essa raffigurato.

PIER PAOLO FASSETTA / ATTESA
MENZIONE ONOREVOLE

Motivazione
L’anonima transitorietà di un luogo di passaggio della contemporaneità diviene occasione per un ripensamento visivo, in chiave metaforica, della sospensione di movimento come atto interiore.



SUSAN KAMMERER / SENTIERI URBANI
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
La scelta di ricollocare a pavimento le serie di segni e oggetti prelevati dalla traccia ottica nel contesto urbano porta con grande efficacia l’attenzione sui meccanismi concettuali della percezione dello spazio.



ALLEGRA MARTIN / FAKES
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
Con pregevole precisione realizzativa, e raffinata presentazione oggettuale, le installazioni di un Museo di Scienze Naturali divengono luogo di verifica concettuale delle ambiguità insite nella percezione di una fotografia.



ROBERTO RICCA / FUORI I SECONDI
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
La paradossale freschezza di uno stile documentario aderente ai canoni della tradizione fotografica, esprime con notevole efficacia visiva la sfera emotiva del ring.

MATILDE SOLIGNO / ARCHAIOLOGIA
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
L’ipotesi progettuale di osservare luoghi contemporanei con un approccio “archeologico” introduce un inatteso straniamento percettivo, ulteriormente rafforzato dalla ipnotica colonna sonora del video che accompagna l’installazione espositiva.

Lens Based Art Show

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Un fine settimana d'oro



Con il prossimo fine settimana si concludono gli eventi del
Lens Based Art Show.
Sabato 20 novembre 2010

Hall
Letture portfolio
10:00 – 13:00
15:00 – 17:30
Fulvio Bortolozzo
Giancarlo Torresani

Sala conferenze "A"

10:30
Mauro Raffini presenta:
Dal reportage ai luoghi urbani

12:00
Dal portfolio al progetto
Incontro con Edoardo Hahn, Stefano Mirti, Giancarlo Torresani. Modera Sandro Pisani,

15:30
Valore e reputazione: i contenuti si reinventano sul Web
Tavola rotonda con Angelo Cucchetto, Pasquale Diaferia
e Fabrizio Pivari. Modera Sandro Pisani.

17:30
Giancarlo Torresani presenta:
La didattica nel Dipartimento Attività Culturali FIAF


Domenica 21 novembre 2010

Hall
Letture portfolio

10:00 – 13:00
Fulvio Bortolozzo
Stefano Mirti

Giancarlo Torresani


15:00 - 18:00
Flavio Franzoni e Giulia Zorzi
Giancarlo Torresani
Sala conferenze "A"
10:30
Mauro Brondi presenta:
Effettonotte on line

12:00
Paolo Aghemo presenta:
La Galleria Cottini

15:30
Giulia Zorzi presenta:
Micamera: una formula innovativa

17:30
Mario Mattioda, Stefano Mirti e Giuseppe Vele presentano:
όψις (opsis), l'enciclopedia di tutti i tempi, tutte le persone, tutti i paesi.

19:00
Cerimonia di consegna del Premio Camera d'Oro e degli altri premi e menzioni assegnati dalla Giuria del Lens Based Art Show
partecipano: Fulvio Bortolozzo, Claudio Gilli, Stefano Mirti, Enzo Obiso, Sandro Pisani, Giancarlo Torresani
e Daniela Trunfio.


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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net
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L'avventura continua...



Dopo il successo dell'inaugurazione, e della prima domenica di letture portfolio e incontri, prosegue anche questo fine settimana l'avventura del
Lens Based Art Show .
SABATO 13 NOVEMBRE 2010Dalle 10:00 alle 13:00, Sara Munari e Daniela Trunfio incontreranno le persone già prenotate nei giorni scorsi. Sarà molto interessante assistere ai vari colloqui in programma perché non necessariamente si vedranno sfogliare i tradizionali portfolio. Lo spirito del LBAS è difatti aperto ad ogni forma espressiva basata sul fotografico e anche alla semplice necessità di avere mezz'ora di tempo per confrontarsi con una persona stimata sui vari aspetti del fare fotografia.
Alle 10:30 parte in sala A il primo incontro di questo week end:Le nuove agorà: blog e new mediaPartecipano: Andrea Deaglio, Fabrizio Esposito, Luca Guglielminetti e Susanna Legrenzi. Modera Fulvio Bortolozzo.
Si discuterà delle esperienze di ciascuno dei relatori sull'uso del Web 2.0 come luogo sperimentale di contatto e scambio d'idee sul fotografico e non solo attraverso webzine, blog, portali e progetti crossmediali.

Segue alle 12:00Dopo la fotografia
Incontro con
Bruno Boveri, Luigi Gariglio, Antonio La Grotta, Luca Luciano, Silvia Reichenbach ed Ezio Turus. Modera Fulvio Bortolozzo.
La tradizione fotografica sta mescolandosi ogni giorno di più con l'arte contemporanea attraverso contaminazioni d'ogni genere. Siamo forse sulla soglia di un superamento del fotografico?

Nel pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00 saranno ben 4 gli esperti impegnati nelle letture portfolio: Luigi Gariglio, Susanna Legrenzi, Sara Munari, Ezio Turus
In sala A si svolgeranno 4 incontri.
14:00 Fatma Bucak presenta il suo progetto:
Allegorie della Colpevolezza

15:30
Luca Luciano presenta il progetto:Diogene, bivacco urbano17:00 Luca Guglielminetti presenta la relazione:
Photocross: attraversando i nuovi media

18:30
Susanna Legrenzi presenta la webzine:
Big Ben Zine



DOMENICA 14 NOVEMBRE 2010
Dalle 10:00 alle 13:00 si svolgerà Il racconto fotografico, workshop di Sara Munari.Le procedure della Street Photography per vedere, capire e scattare immagini di strada.Due gli incontri mattutini in sala A:
10:30 La fotografia non abita più qui?
Incontro con Paolo Aghemo,
Bruno Boveri, Daniela Trunfio, Luca Luciano e Luigi Gariglio. Modera Fulvio Bortolozzo.Torino è città originaria della fotografia in Italia; città all'avanguardia negli anni '80 con la sua Biennale Internazionale di Fotografia; città che ha visto operare per oltre vent'anni una libreria-galleria fotografica come l'Agorà. Cosa rimane oggi? Cosa fare per ritrovare slancio e prospettiva anche in relazione alle nuove e fortunate iniziative nascenti nel resto d'Italia?12:00 Verità e fotografia
Incontro con
Francesco Cianciotta, Susanna Legrenzi, Davide Pagliarini e Rodolfo Suppo. Modera Fulvio Bortolozzo.Annosa questione che ha tormentato generazioni di fotografi e critici. Spesso collegato alle funzioni documentali e giornalistiche, il problema della verità di una fotografia solleva questioni più profonde che attengono al rapporto stesso tra l'esistenza umana e la sua proiezione ottica nel mondo parallelo delle immagini.Nel pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00 saranno tre gli esperti impegnati nelle letture portfolio: Francesco Cianciotta, Luigi Gariglio, Luca Luciano.
In sala A si svolgeranno 3 incontri.
15:30 Sara Munari presenta il libro:
Oceano India

17:00
Davide Pagliarini e Gianluca Agazzi
presentano la ricerca: Paesaggi Minimi
con la partecipazione di Fulvio Bortolozzo

18:30
Francesco Cianciotta presenta il progetto:
Trilogia del manager errante del quale il libro Un viaggio a parte è il primo capitolo

In conclusione non resta che invitare alla partecipazione, anche per scoprire, o tornare a rivedere, le oltre 200 opere dei 40 artisti selezionati per la mostra del Lens Based Art Show. Si ricorda tra l'altro che questa è una mostra-concorso. Solo ad uno degli artisti esposti verrà assegnato, domenica 21 novembre, il Premio Camera d'Oro.

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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net
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HF Distribuzione al LENS BASED ART SHOW

video

Un breve video per dare testimonianza della bella partecipazione di HF Distribuzione alla serata d'inaugurazione del Lens Based Art Show di sabato 6 novembre 2010 e alla prima intensa giornata di letture e incontri di domenica 7.

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Dall'editoria alla ricerca personale



Il primo incontro in programma al Lens Based Art Show, è dedicato ad un tema di particolare attualità: Il fotogiornalismo, sempre più in difficoltà nel suo tradizionale rapporto con la stampa periodica, cerca nuovi spazi con progetti di ricerca al confine tra multimedia e arte contemporanea.

A portare il loro contributo d'esperienza e pensiero sono stati chiamati Leonardo Brogioni (fotogiornalista milanese e e co-fondatore di Pol!femo), Mauro Raffini (fotogiornalista torinese di lungo corso) e Sandro Iovine (
direttore della rivista specializzata Il Fotografo oltre che valido blogger con il suo ormai famoso Fotografia: parliamone!). Modera l'incontro un promettente fotografo piemontese, Sandro Pisani, che da tempo riflette sullo sviluppo futuro del suo settore.

L'appuntamento è per domenica 7 novembre 2010 alle 10:30 nella Sala conferenze A.


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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net 

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Mancano 8 giorni



Mancano solo 8 giorni all'apertura del Lens Based Art Show.

Il mio primo caloroso invito è di venire all'inaugurazione del 6 novembre prossimo, come segno di solidarietà con l'organizzazione di questa manifestazione, costruita attraverso la buona volontà di chi ci ha creduto ed ha operato per renderla possibile.

Il secondo invito, non meno importante, è quello di voler riempire di vita i tre fine settimana del Lens Based Art Show (6/7, 13/14, 20/21 novembre), partecipando attivamente agli incontri pubblici e alle letture portfolio gratuite in programma.
http://www.bortolozzo.net/lbas/events.html


A motivare gli inviti c'è il desiderio di contribuire ad invertire una tendenza negativa. Da ormai troppo tempo infatti la città che vide nascere la fotografia in Italia e che fu attraversata, in anni non lontani, da eventi di grande rilievo come la Biennale Internazionale di Fotografia o da iniziative private d'avanguardia, come la mitica Libreria Agorà di Rosalba Spitaleri e Bruno Boveri, sta perdendo sempre più contatto con la grande fioritura nazionale ed internazionale della fotografia contemporanea. Oggi solo lo sforzo, sperabilmente congiunto, di alcuni nuovi attori locali — come l'Osservatorio Gualino, ma non solo — può tentare di riportare la fotografia al centro del dibattito culturale torinese. Partecipare quindi al Lens Based Art Show è qualcosa di più di un privato piacere: è la testimonianza che si desidera avere a Torino sempre più frequenti occasioni d'incontro con la fotografia, intesa come pratica artistica e sociale, e con quanti le donano il meglio di ciò che sanno pensare e fare.

Inaugurazione: sabato 6 novembre 2010, dalle ore 17:30
Dopo la cerimonia d'apertura, l'artista
Francesca Tilio inviterà il pubblico femminile a prendere parte alla performance del suo progetto ME² in una piccola sala di posa attrezzata per originali ritratti con parrucca.
Gli artisti in mostra Baldassari, Barucchi, Belloni, Boraso, Burzigotti/Mariucci, Buscema, Cirone/Musi, Cucchi, Daniele, De Min, Di Brigida, Di Fonzo, Doldo, Dottori, Fassetta, Forti, Giobbio, Girolami, Intonti, Jeltema, Kammerer, Mariani/Merzi, Martin, Mazzesi, Milanesio, Moschetto, Parrini, Pedonesi, Pesce, Presutti, Ricca, Rulli, Salvati, Sanna, Soligno, Suffritti, Tilio, Tozzi, Tumeo, Urbini.



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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net


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Lens Based Art Show



ARTISTI ED ESPERTI SI INCONTRANO PER LA PRIMA EDIZIONE DEL CONCORSO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA DELL'OSSERVATORIO GUALINO

Il Lens Based Art Show è una manifestazione culturale ideata e realizzata dall'Osservatorio Gualino di Torino per promuovere l'eccellenza delle forme d'arte contemporanea basate in tutto o in parte sulla tecnica fotografica.

L'evento principale del Lens Based Art Show consiste in una grande mostra collettiva di 40 artisti, dell'età media di circa trent'anni, provenienti dalla ricerca come dal fotogiornalismo e rigorosamente selezionati da una giuria altamente qualificata.
La mostra è allestita a Torino dal 6 al 30 novembre 2010 negli spazi della prestigiosa Villa Gualino. Durante i primi tre fine settimana del mese di esposizione si succedono incontri, dibattiti e letture di portfolio a cura di autorevoli esperti del settore.
Le opere in mostra spaziano dalla ricerca formale realizzata con tecniche fotografiche tradizionali o digitali dell'ultima generazione, fino alle immagini in puro stile documentario, passando per l'uso di vere e proprie performance attoriali e allestimenti scenografici. Predomina il colore, spesso alterato dalle sapienti manipolazioni degli artisti. Le dimensioni di stampa partono dai formati classici della fotografia (40x50 cm e simili) arrivando fino agli attuali formati giganti e ad installazioni di svariati metri lineari.
I vari incontri e presentazioni in programma affrontano il tema della fotografia come forma espressiva della ricerca artistica contemporanea, dalle gallerie al web, nei suoi vari aspetti sociali, storici, estetici con riferimento anche ad altri ambiti artistici ed economici.
http://www.bortolozzo.net/lbas/events.html
Durante lo svolgimento della manifestazione alcuni degli esperti presenti si renderanno disponibili su prenotazione per l'analisi di portfolio fotografici e progetti artistici.
http://www.bortolozzo.net/lbas/experts.html

Il momento culminante della manifestazione sarà rappresentato dalla cerimonia del 21 novembre durante la quale verrà consegnato il Premio Camera d'Oro all'autore del progetto ritenuto di migliore qualità artistica tra tutti quelli esposti. A questo primo fondamentale riconoscimento si affiancheranno il Premio Speciale della Giuria e il Premio Opera Prima.

Inaugurazione: sabato 6 novembre 2010, dalle ore 17:30
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Dopo la cerimonia d'apertura, l'artista Francesca Tilio inviterà il pubblico femminile a prendere parte alla performance del suo progetto ME² in una piccola sala di posa attrezzata per originali ritratti con parrucca. Contemporaneamente, l'artista Sergio Gaudenti aprirà la sua mostra personale curata da Guido Folco (Italia Arte).

 
Gli artisti in mostra  
Baldassari, Barucchi, Belloni, Boraso, Burzigotti/Mariucci, Buscema, Cirone/Musi, Cucchi, Daniele, De Min, Di Brigida, Di Fonzo, Doldo, Dottori, Fassetta, Forti, Giobbio, Girolami, Intonti, Jeltema, Kammerer, Mariani/Merzi, Martin, Mazzesi, Milanesio, Moschetto, Parrini, Pedonesi, Pesce, Presutti, Ricca, Rulli, Salvati, Sanna, Soligno, Suffritti, Tilio, Tozzi, Tumeo, Urbini.


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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net
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CONFINI 08 a Torino




10 - 24 ottobre 2010

CONFINI 08
Rassegna di fotografia contemporanea

Inaugurazione domenica 10 ottobre 2010, dalle ore 17.30

Autori e lavori selezionati:
Candido Baldacchino - Silent Forms
Luca Baldassari - Movimentazioni
Flavia Fasano - Photo booth
Diambra Mariani e Valentina Merzi - Catti_vita


Confini è ormai il principale appuntamento annuale in Italia per presentare nuovi autori fra quanti propongono un modo alternativo di immaginare la fotografia; autori forti di un proprio linguaggio, che ci mostra la loro visione della realtà.

La rassegna, ideata e organizzata fin dal 2003 dalle associazioni culturali PhotoGallery e MassenzioArte, è da sempre stata esposta a Firenze e Roma, oltre che sul sito Photogallery.it. Nel 2009 Confini estese la sua direzione artistica e la presenza sul territorio ai nuovi contribuiti dell'Osservatorio Gualino di Torino e della Lanterna Magica di Palermo. L'attuale edizione si amplia ulteriormente e coinvolge realtà culturali di ben sette città italiane:

Firenze - Galleria Via Larga, 1-13 settembre 2010
Torino - Osservatorio Gualino, 10-24 ottobre 2010
Roma - Istituto Superiore Antincendi, 11-20 novembre 2010
Genova - VisionQuesT Gallery, 16-31 dicembre 2010
Milano - Polifemo Fotografia, 10-23 gennaio 2011
Palermo - Lanterna Magica, 29 gennaio - 17 febbraio 2011
Trieste - Sala Fenice, 16 marzo - 15 aprile 2011



Sede:
Osservatorio Gualino
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Orario:
tutti i giorni, dalle 8:00 alle 20:00, fino al 24 ottobre 2010
[ingresso libero]

Info:
website www.confini.eu
email fulvio@bortolozzo.net

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Una manica lunga il doppio


Una collettiva con 45 artisti di varie generazioni e intensità. Tutti riuniti fino al 9 gennaio 2011 alla Manica Lunga del castello di Rivoli da Adam Carr seguendo il concetto del doppio, della simmetria, della coppia. L'operazione ha le sue luci e le sue ombre, ma sicuramente ha un valore didattico importante: consente di costruire un percorso conoscitivo senza soluzione di continuità sull'arte concettuale dalle sue origini, con una certa attenzione alla scena torinese, fino agli esiti più recenti.

Le ombre stanno in questa seconda parte del percorso. Se difatti non può che far piacere vedere l'una accanto all'altra opere, anche storiche, di Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, pur rilevando assenze importanti, come quella di Mario Merz per esempio, suscita più dubbi ritrovarsi di fronte ad opere addirittura di quest'anno ancora condotte secondo approcci concettuali decisamente superati. Buttare stracci per terra nel '67 aveva certo una valenza dirompente, fare cose analoghe oggi, sa più che altro di citazione erudita appena nascosta dalla foglia di fico di un'ironia progettata a tavolino. In concreto l'arte concettuale ha fatto il suo tempo. Oggi nel mondo globalizzato e polverizzato delle mille e mille esperienze artistiche lo stupore può cogliere, forse, solo chi non sia addentro ai discorsi dell'arte contemporanea. Per tutti gli altri si tratta di inevitabili deja vu.

Al di là di questo, trovo che una visita questa mostra la meriti, proprio per confrontarsi con un periodo quanto mai felice ed importante che riportò al centro del fare artistico l'estetica dell'intelligenza, la bellezza delle idee. Che poi per fare questo si debba occuparsi di doppi e simmetrie poco importa, il gioco vale senz'altro la candela.

Per chi desiderasse una preview, ho messo on line QUI alcuni appunti per gli occhi realizzati all'inaugurazione, ponendo un accento particolare sulla presenza in mostra di fotografie e oggetti fototecnici. Proprio questo ultimo aspetto, rende l'esposizione particolarmente interessante sotto il profilo storico per chi pratica la fotografia. Nello svolgersi delle opere, si può notare infatti che un unico filo rosso lega la riscoperta del fotografare da parte degli artisti concettuali degli anni '60-'70 con gli sviluppi successivi nel campo della fotografia d'autore. Prima tra tutte la felice stagione aperta da Luigi Ghirri, fotografo che ha improntato con la sua geniale sintesi tra concettualità e forma (la sua famosa "forma necessaria") due generazioni almeno di fotografia italiana.


Exhibition, Exhibition / Mostra, mostra
a cura di Adam Carr


Sede: Castello di Rivoli, piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (TO)
Orario: da martedì a giovedì, ore 10-17; 
venerdì, sabato e domenica, ore 10-21; lunedì chiuso
Ingresso: 6,50 Euro intero; 4,50 Euro ridotto
Info: tel. 011.956.5280  

www.castellodirivoli.org  
info@castellodirivoli.org 
Catalogo Skira, Milano

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Solo al di fuori

©2010 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera).
Arte [...] è cogliere il rapporto complesso e sempre un po' misterioso fra le cose nella loro realtà e lo spirito dell'artista che appunto attraverso l'operazione mentale [...] è in grado di sottrarre l'immagine alla contingenza, alla sua esistenza fenomenica per giungere a un grado di purificazione che le conferisca una ipotesi di assoluto. L'arte intesa dunque come mezzo idoneo non a riprodurre le apparenze fisiche della realtà bensì a creare una cosa nuova, una entità autosufficiente, specchio della relazione complessa e profonda tra l'uomo e il mondo: possibile solo al di fuori di ogni aneddoto rappresentativo.

(Massimo Carrà, "Il piacere della memoria")
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Abitare mondi a Savignano


Naturae © Anne Lass

Anche quest'anno Savignano sul Rubicone ospita per la 19ª volta, dal 10 al 12 settembre prossimo, la sua ormai tradizionale manifestazione dedicata alla fotografia. Molte le novità, tra le quali la prima che balza agli occhi è l'assenza di un Direttore Artistico, sostituito dal Comitato di Savignano Immagini del quale fanno parte: Antonio Sarpieri, assessore alla cultura del Comune di Savignano, Paola Sobrero, direttore dell'Istituzione Cultura Savignano, Mario Beltrambini, presidente del Circolo Fotografico “Cultura e Immagine”, Massimo Sordi e Stefania Rossl della Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena, Stefano Bellavista, già direttore organizzativo del SI FEST, e infine Angela Gorini, coordinatrice di Savignano Immagini. Si potrebbe quindi dire che si tratta di un'edizione "cucinata in casa", magari in attesa di trovare qualche chef di grido al quale affidare le prossime.

Altra novità operativa è la procedura, invero un poco macchinosa, di prenotazione ed effettuazione delle letture portfolio, ora limitate e a pagamento. Si tratta forse di un tentativo per arginare l'ormai crescente ondata di persone che affluiscono alle letture nei vari festival. Comprensibile quindi l'intento, ma spiacevole certamente la perdita di quella freschezza e immediatezza di qualche anno fa, che caratterizzava Savignano proprio come un luogo d'incontro in piazza al quale si poteva andare svegliandosi di buzzo buono il mattino e mettendosi in coda direttamente sul posto.

Al di là di tutto, il programma si presenta comunque interessante. Il titolo scelto è "Abitare mondi / Living Worlds". Nel comunicato stampa si legge:
Principali protagonisti di questa edizione saranno il sudafricano Roger Ballen con la mostra Boarding house, l'americano Mark Steinmetz con South, il danese Joakim Eskildsen con The Roma journeys, l'inglese Simon Roberts con We english. [...] Esporrà a Savignano anche il grande critico e storico ,oltre che fotografo, Italo Zannier con 1957-2007. Dagli interni friulani al kitsch nelle città. Altro italiano presente al Si Fest, Cesare Cicardini con Le Forme dell'invisibile.


The edge of the spiral © Andrew Phelps

Tra le produzioni interne all'evento continuerà il censimento in immagini (curato da Malick Sidibé nel 2007, Marina Alessi e Mario Cresci nel 2008, Simona Ghizzoni e Franco Vaccari nel 2009). Attivo anche il progetto di ricerca Sin_tesis, promosso con la Facoltà di Architettura “Aldo Rossi” di Cesena e il DAPT di Bologna, sul tema del rapporto tra il territorio e gli insediamenti produttivi. Nel 2009 i temi furono l'industria, la fabbrica con Marco Zanta e Martin Parr. Nel 2010 il fotografo Andrew Phelps ha lavorato sui luoghi dell'agricoltura e della produzione e commercializzazione dei prodotti tipici del territorio. Quest'anno l'autore incaricato sarà l'americano Mark Steinmetz. Sarà infine presente il progetto Global Photography, consistente in una serie di collettive dedicate a giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

Per gli amanti della "movida festivaliera", in stile arlesiano, il comunicato stampa segnala inoltre: l'opportunità di vivere la città, il centro storico, i ristoranti e i locali per l'aperitivo serale, gli eventi della Notte bianca per la fotografia. Dalle ore 20 di sabato 11 settembre le piazze del centro storico ospiteranno spettacoli musicali, fra i quali il concerto conclusivo in Piazza Borghesi degli Apples Pies con un tributo ai Beatles.


We English © Simon Roberts

In ultimo, i numeri di questo SI FEST: 16 mostre, di cui 3 collettive, 45 autori presentati, 8 proiezioni di video d'autore, 11 spazi espositivi. Numeri di tutto rispetto che, uniti alla qualità messa in campo, fanno ben sperare per le sorti di questo appuntamento, al quale mi legano i ricordi di buoni momenti passati in compagnia di amici e colleghi a ragionar di fotografia tra un bicchiere di sangiovese e una corsa al mare.
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Sempre la seconda

©2010 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.
I simboli che ciascuno porta in sé, e ritrova improvvisamente nel mondo e li riconosce e il suo cuore ha un sussulto, sono i suoi autentici ricordi. Sono anche vere e proprie scoperte. Bisogna sapere che noi non vediamo mai le cose una prima volta, ma sempre la seconda. Allora le scopriamo e insieme le ricordiamo.

(Cesare Pavese, Stato di grazia da "Feria d'agosto")
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Anche una struttura vuota

©2010 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Passi carrai.
Non si tratta di un problema di quinte sceniche, il problema è dare un percorso e ordinare lo sguardo in una certa direzione. Elementi che funzionano in questa direzione sono presenti in moltissimi oggetti architettonici, e anche nel paesaggio. Anche una struttura vuota può funzionare come mirino, come un'inquadratura naturale.

(Luigi Ghirri, "Lezioni di fotografia")
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Sembrano dipinti

©2010 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera).
Cosa significa il pittorialismo in fotografia? Scimmiottare attraverso un'arte un'altra arte. Così facendo la fotografia diventa una specie di pittura di serie B o di pittura fatta con la macchina fotografica, il che non sempre ha esiti straordinari, sia sul piano visivo che sul piano della ricerca. A me interessa invece rapportarmi con la pittura su altri piani. Molti hanno detto che queste fotografie sembrano quadri, ma il problema non è farle sembrare quadri perché sembrano dipinti, bensì rapportarsi con una rappresentazione che ha dei presupposti scenografici di un certo genere.

(Luigi Ghirri, "Lezioni di fotografia")
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