Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo

Il noto, il familiare, continuamente scoperti e arricchiti, sono la premessa dell'incontro e dell'avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico o si fa l'amore con una persona amata sono infinitamente più intense della prima.
Ciò vale pure per i luoghi; il viaggio più affascinante è un ritorno, un'odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca.


Claudio Magris

Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

Scene di passaggio (Soap Opera)


©2011 Fulvio Bortolozzo - serie Scene di passaggio (Soap Opera).

Le presenze di Pier Paolo

Dalla serie Intercity © 2006-2008 Pier Paolo Fassetta

Di recente l'artista veneziano Pier Paolo Fassetta ha dato alle stampe un volumetto intitolato "Presenze" che racchiude la sintesi della sua quarantennale ricerca sul fotografico.
Dalle prime indagini concettuali della fine degli anni '60, Fassetta approda, con metodo e rigore immutati, alle sperimentazioni digitali più recenti. Un percorso senza soluzione di continuità che ci restituisce tutto il valore dell'approccio più meditato al senso stesso di un gesto, il fotografare, sempre più spesso dato per scontato, come fosse solo una delle diverse possibilità operative del corpo umano.

Dalla serie Intercity © 2006-2008 Pier Paolo Fassetta

Per Fassetta l'atto fotografico pone invece problemi d'ogni genere che ne impediscono l'esercizio irriflessivo tipico dell'istantanea. Dentro la traccia visiva raccolta dalla camera convivono difatti volontà e accadimenti in proporzioni ogni volta nuove e tutte, sempre, da ricomporre e riordinare.

L'ultimo lavoro pubblicato nella sua opera editoriale è "Intercity". Una serie realizzata tra il 2007 e il 2008 della quale presento qui tre fotografie. Si tratta di fuggevoli impressioni colte al volo dal finestrino durante spostamenti in treno, che diventano occasione per nuove relazioni tra pensieri e forme. Le saturazioni, i graffi sui vetri, il movimento stesso diventano la tavolozza mentale dalla quale attingere una visione nuova, mai banale. Un'esercizio della facoltà immaginativa portato lì dove invece di solito si spegne ogni pensiero che non sia quello di raggiungere la meta.

Dalla serie Intercity © 2006-2008 Pier Paolo Fassetta

L'indicazione che Pier Paolo Fassetta ci sta dando da decenni è quella di non considerare l'esercizio della fotografia un puro riporto meccanico di tracce ottiche, ma un momento di rielaborazione complessiva della percezione. Un esercizio non di stile, ma di conoscenza.



Rompiamo il silenzio


©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

“Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità… La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme”.

Norberto Bobbio

Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

La maggioranza degli Italiani


  1. Giornalisti, per la maggioranza degli italiani dicono bugie ...

    A newspaper consists of just the same number of words..., originally uploaded by thorgunnan. da http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?
    imagoromae.blogosfere.it/2008/10/giornalisti-per-la-maggioranza-degli-italiani-dicono-bugie.html - 65k -
    Copia cache - Pagine simili
  2. Gaza; La maggioranza degli italiani sta con Israele (Xiaodong People)

    Gaza; La maggioranza degli italiani sta con Israele Milano, 11 gen. (Apcom) - Italiani sempre più colpiti e coinvolti dalle vicende della guerra che ha ...
    xiaodongpeople.blogspot.com/2009/01/gaza-la-maggioranza-degli-italiani-sta.html - 23k -
    Copia cache - Pagine simili
  3. La maggioranza degli italiani (cattolici compresi) a favore dell ...

    La maggioranza degli italiani (cattolici compresi) a favore dell'eutanasia. - Ipr marketing per Repubblica.it, 29 novembre 2006 ...
    www.lucacoscioni.it/sondaggi_eutanasia - 16k -
    Copia cache - Pagine simili
  4. Camelotdestraideale.it » Blog Archive » Mannheimer: la maggioranza ...

    Dunque, stamane il Corriere della Sera ha pubblicato un sondaggio realizzato da Renato Mannheimer, per conoscere il parere degli italiani su alcune ...
    www.camelotdestraideale.it/.../la-maggioranza-degli-italiani-approva-la-riforma-della-scuola-e-i-tagli-alla-unive... - 26k -
    Copia cache - Pagine simili
  5. L’Eurispes: maggioranza degli italiani contraria al nucleare e ...

    Su Virgilio Notizie il rapporto Eurispes Italia 2009: la maggioranza degli italiani è contraria al nucleare. Su Ansa il rapporto Eurispes Italia 2009: ...
    blogeko.libero.it/2009/leurispes-maggioranza-degli-italiani-contraria-al-nucleare-e-nuove-centrali-sarebbero-inu... - 52k -
    Copia cache - Pagine simili
  6. Gaza: la maggioranza degli italiani sta con Israele | l'Occidentale

    11 gen 2009 ... Gaza: la maggioranza degli italiani sta con Israele. Italia · Tutte le news · corriere · israele · mannheimer · palestina ...
    www.loccidentale.it/articolo/gaza%3B+la+maggioranza+degli+italiani+sta+con+israele+(corriere).0064347 - 21k -
    Copia cache - Pagine simili
  7. La maggioranza degli italiani è favorevole alle centrali nucleari ...

    ma, si c'è sempre un ma che qualcuno si dimentica di mettere! Infatti oggi Corriere, Repubblica e forse anche altre testate giornalistiche dicono che la.
    www.livinginazoo.com/2008/11/08/la-maggioranza-degli-italiani-e-favorevole-alle-centrali-nucleari-ma/ - 21k -
    Copia cache - Pagine simili
  8. RaiNews24 - La maggioranza degli italiani considera l ...

    Cadono i tabu' morali sull'omosessualita'. Il 58,9% degli italiani si dice favorevole ad una forma di riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali.
    www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=103831 - 14k -
    Copia cache - Pagine simili
  9. La maggioranza degli italiani ancora non utilizza internet ...

    2 ott 2008 ... L’uso della tecnologia in Italia cresce molto lentamente e ben il 60% degli italiani non hanno mai utilizzato internet.
    www.bitcity.it/news/4218/la-maggioranza-degli-italiani-ancora-non-utilizza-internet.html - 31k -
    Copia cache - Pagine simili
  10. Sondaggio Demos, eutanasia: la maggioranza degli italiani la pensa ...

    Sondaggio Demos, eutanasia: la maggioranza degli italiani la pensa come noi! Radical.
    www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=490784 -
    Pagine simili

( Fotografia "scritta" dei primi 10 risultati della ricerca su Google che ho fatto alle 20:15 circa di stasera, venerdì 6 febbraio 2009, usando la chiave: "la maggioranza degli italiani")

Eluana nel limbo


Seguo, come tanti, la vicenda di Eluana Englaro attraverso il disordinato flusso di informazioni che mi raggiungono dai vari media. Fino ad oggi l'ho fatto in silenzio. Stamattina però ho sentito il bisogno di aggiungere qualche riga sul mio blog al già tanto, forse troppo, detto, quando ho trovato su Google questa fotografia qui sopra, che non sono riuscito ad attribuire ad alcun autore e me ne scuso con l'interessato.

Vedo nell'immagine un uomo in età che tiene in mano la fotografia di una giovane ragazza. Mi sembra una di quelle fotografie autocelebrative che spesso le belle ragazze si fanno fare nello studio di qualche bravo fotografo professionista. L'espressione del volto è difatti "posata", cioè non spontanea come in una classica istantanea, ma studiata per dare un buon risultato estetico. Lo fanno per consegnare al futuro il loro aspetto ritenuto "migliore", cioè quello giovanile, quando il fiore femminile è al suo massimo splendore.

L'uomo, il padre di Eluana, mostra questa fotografia al fotografo che lo riprende, con un gesto di presentazione, come a voler far vedere non una stampa, ma direttamente la persona ritratta. L'espressione del suo volto è compassata, l'occhio è vivo, ma l'atteggiamento cerca di mantenersi neutro.

Questa immagine mi fa riflettere sul rapporto tra la fotografia e l'esistenza delle persone. In questo momento, a quell'uomo, il padre di Eluana, rimangono solo dei pezzetti di carta che conservano tracce durevoli di come la luce cadeva sul volto e sul corpo di sua figlia nei momenti in cui ella viveva la sua normale giovane vita. Da molti anni, da quel maledetto giorno dell'incidente, sua figlia non ha più potuto posare consapevolmente per nessuno. Nessuna fotografia conserva tracce di suoi ulteriori atti coscienti. In questo senso, la fotografia, ancora una volta, manifesta una soluzione di continuità, un prima e un dopo.

Diversamente da moltissime altre volte però, in questo caso, il dopo non coincide con la morte fisica, e quindi la scomparsa completa, di quanto esisteva prima. Le nuove possibilità medicali consentono di mantenere in vita un corpo anche senza che un cervello sia in stato cosciente. Quindi è ancora possibile stabilire una relazione con quella persona. Si può toccarla, accudirla, amarla.

Si tratta di una vita nuova, tecnologica, mai avuta prima dal genere umano. Penso che tutto il problema nasca da questo fatto. Il diritto, la religione, la coscienza individuale si trovano di fronte un evento inatteso: la concreta presenza nelle possibilità vitali di un essere umano di qualcosa che si confinava prima nell'ambito della sola teologia: il limbo. Oggi, ognuno dei viventi può morire o finire nel limbo.

Da qui, discende quella che penso sia la domanda fondamentale: a chi appartiene una vita? La religione cattolica risponde che appartiene a Dio. La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo risponde che appartiene all'individuo stesso. Per la mia capacità di sentire, ragionare e capire, propendo senza incertezze per la seconda ipotesi. Di Eluana non so e non posso dire altro, ma di me posso dire che prego in ginocchio chi mi ama adesso, chi ama il Fulvio che parla, ride, scherza, piange e gioca a rimpiattino con il destino per non dargliela mai vinta, di lasciarmi andare da mio padre, Mario Bortolozzo, quando non darò più alcun segno di poter riprendere il filo spezzato. Non ci tengo ad essere amato come un santo o una reliquia, né a fare da "testimonial" di imperscrutabili disegni divini.

Amen.




Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

Un falso problema

Con l'avvento dell'informatica sono nate all'interno del "sacro recinto" fotografico diverse diatribe innescate dai sostenitori di una presunta purezza della Fotografia (con la "F" maiuscola) sconciata orribilmente dagli interventi resi possibili dalla digitalizzazione.

Posizioni come queste mi hanno sempre divertito perché disconoscono allegramente l'autentica "purezza" del mezzo fotografico. Fin dalle origini difatti, ogni immagine fotografica è sempre stata ritoccata, più o meno abilmente, per ricavarne i dati che si desiderava mostrare. Temo siano stati i lunghi anni di cattiva comprensione di un grande fotografo come Henry Cartier-Bresson a dare il via al mito del negativo intoccabile, scrigno fedele della verità!

A riprova di quanto affermo, ho ritrovato tra gli scarti di una libreria, svenduti al 90% del loro prezzo di copertina, un volumetto edito nel 1984 in America e dedicato alle fotografie realizzate dal tedesco Arnold Genthe nel quartiere della vecchia Chinatown di San Francisco tra il 1895 e il 1906.


Genthe usava la sua fotocamera a lastre a mano libera (e di notte con il lampo al magnesio) per tradurre in fotografie la brulicante vita dei cinesi. Un antesignano della street photography quindi. All'inizio del libro ci sono due fotografie fatte da qualche conoscente a Genthe mentre lavorava. La prima riproduce il negativo così com'è stato ripreso, la seconda è l'interpretazione che ne diede lo stesso Genthe. Dal loro confronto si puo facilmente vedere come sia il taglio, sia i toni, sia gli stessi soggetti furono molto alterati.

Certamente Genthe non riteneva quindi di catturare delle "verità intoccabili", né di officiare alcun rito misterico. Semplicemente usava uno strumento per trasferire ciò che vedeva dentro immagini che potessero conservarne traccia verosimile secondo il suo personalissimo punto di vista. Fine.

Qual è allora il senso di questa come di ogni altra applicazione della fotografia al reale visibile? Salvare il salvabile, mi verrebbe da dire. All'epoca della sua attività in quel quartiere, Genthe (oltre 120 lastre esposte in vari momenti) era visto di cattivissimo occhio dalla comunità cinese. In qualche caso rischiò persino di finire malmenato o peggio. I loro discendenti invece, nel nobile intento di esibire le loro origini americane, diedero mano nel 1984 ad una pubblicazione celebrativa nella quale le fotografie di Arnold Genthe furono usate per stabilire un diretto legame visivo con la Chinatown irrimediabilmente distrutta dal terribile terremoto che colpì San Francisco nel 1906. Allora come oggi, il fotografo è quindi ai comandi dell'unica macchina spazio-temporale conosciuta. Grazie al "volo" di Arnold, qualcosa di quella Chinatown ci ha raggiunti. Senza il suo lavoro, e quello di tantissimi suoi colleghi, non ci resterebbero che ricordi orali e scritti o qualche disegno di quanto accade nella storia umana. Questa mi pare l'autentica "purezza", se una deve proprio esserci, della fotografia. Ieri come oggi e, spero, anche domani.


Appunti per gli occhi

©2009 Fulvio Bortolozzo - dalla serie Appunti per gli occhi.

1977. Due film per riannodare un filo

Léora Barbara in una fotografia di scena dal film Stella di Sylvie Verheyde (2007).

Vorrei segnalare due film visti di recente, ambientati entrambi nella seconda metà degli anni '70. Il primo è "Stella", una pellicola francese distribuita in Italia dalla Sacher Film. La storia racconta il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di una bambina, la stessa regista Sylvie Verheyde, divisa tra la vita nel bar periferico dei genitori e la novità del primo anno in una scuola media di alto livello di Parigi nel 1977. Il cuore del film è nella crescita di Stella. Diversamente dai personaggi del suo ambiente di provenienza, Stella ha un dono raro, anche negli ambienti estremamente più favoriti in cui vivono i suoi compagni di classe: l'intelligenza naturale. Il film racconta proprio, con bellissimi accenti di verosimiglianza, lo sbocciare di questa giovane mente che non si farà ostacolare da nulla.

Il vero Harvey Milk davanti al suo negozio di fotografia Castro Camera.

Il secondo film è "Milk" di Gus Van Sant, interpretato da uno straordinario Sean Penn. In questo caso siamo nella San Francisco della rivoluzione gay ispirata da Harvey Milk, un quarantenne che esce finalmente allo scoperto, molla il lavoro sicuro a New York e fugge in California con il suo nuovo amore. Qui si inventa fotografo ed apre un negozio di fotografia: Castro Camera. Purtroppo il film sorvola su questo aspetto così interessante della biografia di Milk, ma c'era davvero già fin troppa carne al fuoco nel dover descriverne l'ascesa politica e la fine cristologica. Al di là di tutto, a mio parere il film riesce a far ben capire come Milk avesse intuito che la difesa della libertà di orientamento sessuale andava posta all'interno della più generale difesa dei diritti civili di ognuno.

Due sguardi all'indietro, verso quegli anni '70 che hanno visto vivere e morire molte speranze, per riannodare un filo di pensiero quanto mai attuale in questi incerti primi anni del nuovo millennio.