1977. Due film per riannodare un filo

Léora Barbara in una fotografia di scena dal film Stella di Sylvie Verheyde (2007).

Vorrei segnalare due film visti di recente, ambientati entrambi nella seconda metà degli anni '70. Il primo è "Stella", una pellicola francese distribuita in Italia dalla Sacher Film. La storia racconta il passaggio dall'infanzia all'adolescenza di una bambina, la stessa regista Sylvie Verheyde, divisa tra la vita nel bar periferico dei genitori e la novità del primo anno in una scuola media di alto livello di Parigi nel 1977. Il cuore del film è nella crescita di Stella. Diversamente dai personaggi del suo ambiente di provenienza, Stella ha un dono raro, anche negli ambienti estremamente più favoriti in cui vivono i suoi compagni di classe: l'intelligenza naturale. Il film racconta proprio, con bellissimi accenti di verosimiglianza, lo sbocciare di questa giovane mente che non si farà ostacolare da nulla.

Il vero Harvey Milk davanti al suo negozio di fotografia Castro Camera.

Il secondo film è "Milk" di Gus Van Sant, interpretato da uno straordinario Sean Penn. In questo caso siamo nella San Francisco della rivoluzione gay ispirata da Harvey Milk, un quarantenne che esce finalmente allo scoperto, molla il lavoro sicuro a New York e fugge in California con il suo nuovo amore. Qui si inventa fotografo ed apre un negozio di fotografia: Castro Camera. Purtroppo il film sorvola su questo aspetto così interessante della biografia di Milk, ma c'era davvero già fin troppa carne al fuoco nel dover descriverne l'ascesa politica e la fine cristologica. Al di là di tutto, a mio parere il film riesce a far ben capire come Milk avesse intuito che la difesa della libertà di orientamento sessuale andava posta all'interno della più generale difesa dei diritti civili di ognuno.

Due sguardi all'indietro, verso quegli anni '70 che hanno visto vivere e morire molte speranze, per riannodare un filo di pensiero quanto mai attuale in questi incerti primi anni del nuovo millennio.