Ippolito nostro



Hippolyte Bayard che sei nei cieli,

l'ironia della tua beffa nel farti credere annegato per una cosa così da poco, come il disconoscimento della paternità nell'invenzione della fotografia ci guida oggi nel guardare agli allori dell'ufficialità come a mete non desiderabili per se stesse.

L'entusiasmo con il quale poi praticasti la "tua" invenzione, facendo persino la prima mostra fotografica (almeno così si legge in qualche libro), ci spinge al quotidiano ben operare nella luce e nell'ombra.

Il tuo blog, infine, animato da due tuoi degni discendendenti e che oggi festeggia il suo primo anno di vita, ci conforta nelle ore del ripensamento, quando più forte è la tentazione di lasciarsi annegare nell'immenso mare delle immagini fotografiche, che tutto sommerge.

Amen.